I due uomini lo fissavano dritto negli occhi, seguendolo nel suo spostamento verso il fuoco. Lui si mosse con calma senza fissarli per non attirare attenzione. Tentò di riscaldarsi, ma teneva sempre sotto controllo i due uomini con la coda dell'occhio. Il fuoco scoppiettò inaspettatamente, un solo attimo di distrazione ed i due si mossero.
Si voltò quanto più velocemente riuscì a fare con il sacco ancora sulla schiena, portando subito la mano sulla spada che teneva al fianco sinistro. Troppo lento. Uno degli uomini gli era già accanto e gli aveva bloccato la mano sull'elsa.
Dopo un attimo che sembrò eterno, l'altro uomo parlò.
- Ma secondo te è veramente così stupido o fa solo finta?
- Comprendilo, sono passati anni da quando è in giro a fare l' "avventuriero". Avrà preso tante di quelle botte in testa da dimenticare la faccia dei suoi amici.
Alle parole di quegli uomini, la sua espressione assunse un aspetto alquanto sorpreso, ma solo per una frazione di secondo. Poi un sorriso si allargò sulla sua bocca, a significare che aveva capito.
- Mmm... - cominciò l'uomo che lo teneva mollando la presa - mi sa che hai ragione tu Torgrim. È stupido...
- Ganador, Torgrim - disse abbracciandoli - non vi avevo riconosciuto... É incredibile, dopo tutto questo tempo, siete ancora più brutti di quanto eravate prima...
- Fottiti Duke. Non hai riconosciuto i tuoi fottuti amici! E meno male che siamo cresciuti insieme fin da piccoli! Oste! - chiamò - Portaci un altro giro, e portane una anche per il nostro amico, non sia mai che con po' di birra in corpo, oltre al calore gli torni anche la memoria. E porta anche una porzione della specialità della casa se ha smesso di muoversi... - e si sedette mentre finiva di pronunciare quelle parole.
Mentre l'oste rispondeva con un grugnito di assenso, Ganador diede un pugno leggero sul petto di Duke, e lo invitò a sedersi al tavolo con loro.
Poco dopo, una cameriera portò loro tre grossi boccali di birra ed un piatto di zuppa, probabilmente di pesce. Torgrim non attese ad attaccarsi al boccale, e mandò giù una grossa sorsata della scadente birra che gli era stata servita, poi parlò.
- Allora - disse - è più di una settimana che ti aspettiamo, che fine hai fatto? Ti hanno messo al timone ed hai sbagliato strada in mare?
- Lascialo mangiare Torgrim - disse Ganador - appena avrà mangiato e si sará ripreso ci racconterà tutto.
Ma gli amici di Duke non ebbero la possibilità di ascoltare subito l'intera storia, perché il racconto fu interrotto dallo spalancarsi della porta. Ne entrò un uomo barcollante, palesemente ferito ad un braccio. Era fradicio, completamente fradicio, e la sua manica era intrisa di acqua e sangue, con una macchia rossa che dal gomito copriva più di metà di avambraccio. Ebbe la forza di fare tre insicuri passi verso l'interno della taverna, e crollo pesantemente a terra privo di sensi.
La scena seguente fu vagamente familiare. Un uomo completamente bagnato si stagliava sulla soglia della porta, e tutti i presenti gli avevano puntato gli occhi addosso, compresi Duke ed i suoi amici. L'unica differenza questa volta, stava nel fatto che quest'uomo, entrando, non aveva la minima intenzione di richiudere la porta, ed aveva una spada sguainata nella mano destra, avanzando con gli occhi che sembravano sputare fuoco.
Nessun commento:
Posta un commento