Rovistò in tutta la stanza, fino a che non lo vide in un angolo in mezzo ad un mucchio di altra robaccia. Era sporco, incrostato di polvere come se fosse lì da secoli, ma era certa che fosse lui, la sua forma era praticamente inconfondibile. Provò a pulirne una piccola parte all'interno per sincerarsi della sua autenticità, e non rimase delusa. Svelta lo infilò nella sacca, e senza degnare di attenzione nessun altro oggetto, uscì dalla stanza. Ripercorse a ritroso il corridoio da cui era venuta, tendendo al massimo le orecchie ad ogni minimo rumore. Entrò nella dispensa dove era situato il passaggio, e pensando che il viaggio di ritorno sarebbe stato lungo, decise che avere una scorta di cibo con sé non sarebbe stata una cattiva idea.
Trovò un sacco non molto grande su uno dei barili, vi infilò dentro del formaggio, una bottiglia di quel liquore ed un bel po' di carne secca. Stava ispezionando le casse semiaperte vicino alla porta d'ingresso, quando un rumore alla porta la mise in allerta. La porta si cominciava ad aprire, non c'era tempo da perdere, s'infilò nella cassa che era abbastanza grande da contenerla, e cercò di richiudere il coperchio.
Pesce sotto sale. La puzza era terrificante, ma non aveva avuto altra scelta. Qualcuno era entrato nella dispensa, e dalle voci che si cominciavano a sentire probabilmente erano due donne, due serve sicuramente.
- Se scopro che quei due sfaticati hanno di nuovo rubato birra o liquore dalla dispensa giuro che stavolta li faccio prendere a frustate dal padrone... - disse una della due donne.
- Ma dai... Hanno sete, e qui sotto fa un freddo dannato. Avranno pur diritto a riscaldarsi un po'...
- Certo... Come tu hai riscaldato quel bardo ieri notte... Non pensare che non vi abbia sentiti... Cos'è? Aveva le mani troppo fredde per suonare l'arpa ed hai pensato di fargliele mettere in un posto più caldo?
- Non sono affari che ti riguardano! - rispose stizzita la donna che, dalla voce, sembrava essere la più giovane delle due.
- Invece di fare l'offesa, chiudi per bene quelle casse, che a breve dovrebbero arrivare i due figli del fabbro a darci una mano a metterle sul carro... E vedi di non metterti strane idee in testa...
Il cuore di Rain cominciò a battere come un cavallo al galoppo, ma nonostante tutto mise mano al coltello. Se l'avessero scoperta avrebbe dovuto fornire spiegazioni che non poteva dare, e non le sarebbe restato che porre fine alla vita delle due donne; idea che non avrebbe preferito non dover prendere in considerazione. Ma le sue paure si dissiparono quasi del tutto quando vide che il coperchio della cassa veniva sistemato ed inchiodato senza essere sollevato... Si rilassò un secondo, al come uscire da lì dentro ci avrebbe pensato in un secondo momento. Fortunatamente almeno, la cassa non era ermeticamente sigillata, e l'aria riusciva in qualche modo ad entrare, anche se in compenso il puzzo di pesce sembrava non voler andare da nessuna parte se non sotto il suo naso.
Come aveva detto la donna più anziana, le voci poco dopo aumentarono, e Rain sentì che la sua cassa veniva sollevata e trasportata da qualche parte. Quando la situazione si calmò, e non sentiva più nulla nei dintorni, decise che era arrivato il tempo di muoversi. Per esser sicura di essere sola, e di non avere guai a breve distanza, cercò di allargare con il pugnale, lo spazio tra due delle tavole della cassa. Vide della luce provenire dalla fessura, e guardandoci dentro, si rese conto di essere sopra un carro, insieme ad altre casse e barili. Sembrava non esserci nessuno la fuori, quindi provò ad aprire il coperchio della cassa. Niente, non si muoveva di un millimetro. Comprese quindi che probabilmente avevano appoggiato un'altra cassa sopra la sua, oppure qualcosa di egualmente pesante da non consentire al coperchio di spostarsi.
Non aveva voglia di rassegnarsi ma al momento non aveva altre idee brillanti da mettere in pratica. Cercò di riposare un po', ma era troppo scomoda per riuscire a dormire come si deve. Poi, qualcosa di strano la fece tornare completamente alla realtà; il mondo intorno sembrò cominciare a muoversi. Il rumore, le voci, gli zoccoli dei cavalli, il carro era partito, diretto chi sa dove. Doveva uscire di lì prima di arrivare a destinazione o di essere scoperta da qualcuno che avesse voglia di pesce sotto sale...