sabato 1 settembre 2012

Pioggia...

Acqua. Solo acqua.
Per mesi interi non aveva visto altro intorno a se, ed ora che era vicino alla meta il cielo aveva deciso che un temporale fosse la migliore delle celebrazioni per il suo ritorno nella terra natia, o di quello che ne rimaneva.
La nave attraccò con violenza, erano rimasti troppi pochi uomini a bordo per poterla governare correttamente. L'uomo però non aveva tempo da perdere per aspettare che i mozzi issassero la passerella, quindi gettò il suo sacco sulla banchina, e si calò da una corda per scendere. 
Passando attraverso il porto, ebbe l'impressione che tutti i suoi occupanti non si fossero nemmeno accorti che stesse piovendo tanta di quella pioggia da far marcire le ossa in un tempo sufficiente nemmeno a pisciare, ma non era quello il problema principale. Proseguì, e quello che vide gli piacque sempre meno. Il numero di mendicanti e straccioni sembrava essere aumentato smisuratamente, ma per fortuna, per loro fortuna, nessuno osò avvicinarsi per dargli noia. Era già abbastanza irritante dover camminare con i vestiti completamente bagnati appiccicati addosso, e con il mantello ed il sacco che con l'acqua assorbita erano diventati tre volte più pesanti.
Se la sua memoria gli suggeriva il vero, a non molta distanza dal porto avrebbe incontrato la Conchiglia Verde, una locanda di così infimo livello che perfino i topi preferivano evitare. Ma al momento, le uniche cose di cui aveva bisogno erano cibo, un fuoco caldo ed un letto che non ondeggiasse per tutta la notte. E se era abbastanza fortunato, questa volta l'avrebbe anche trovato privo di pulci.

Raggiunse la taverna in più tempo del previsto, la pioggia picchiava talmente forte da dargli fastidio alla testa nonostante avesse il cappuccio del mantello tirato in avanti; inoltre il fango che si era creato sulla strada di certo non gli permetteva di andare molto veloce. All'entrata, si accorse che l'insegna era messa peggio di come la ricordasse. La sua forma a scudo si era spezzata dalla parte di uno dei due ganci superiori, il disegno della conchiglia si era quasi cancellato, ed ora quel pezzo di legno sbatteva da una parte all'altra per colpa di pioggia e vento, facendo temere che presto, l'unico appiglio rimastogli, si sarebbe staccato per poi finire chissà dove.
Aprì la porta senza mettere nemmeno troppa forza nell'azione, ma il vento la fece sbattere così forte che fu un miracolo non vederla andare in pezzi. Richiuderla fu un'impresa decisamente più impegnativa. Ci mise un po' ad avere ragione del vento, ed essere bagnato fino al midollo non aiutava sicuramente la cosa. 
Una volta chiusa, cercò comunque di mantere il controllo, ed avendo sentito del calore provenire dalla stanza, si voltò verso la direzione in cui l'aveva avvertito, cercando così il camino scoppiettante che si trovava in un angolo non molto lontano. Quello che vide però non fu per nulla rassicurante. Nella ricerca visiva della provenienza del calore, aveva incrociato gli sguardi di almeno una ventina di uomini, la maggior parte dei quali di certo non erano marinai e pescatori. Aveva addosso gli occhi di tutti i presenti, perfino l'oste non stava più pulendo il boccale che aveva in mano, e lo fissava con occhi stretti.

Un momento di indecisione, poi il suo primo passo in direzione del fuoco. Forse, fu proprio per quel momento, che due uomini si alzarono guardandolo fisso sulla faccia...

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