Quello che gli avevano riferito corrispondeva a verità. Nonostante non fosse certa al certo per cento delle informazioni di quel vecchio ubriacone, doveva ammettere che stavolta le cose erano andate sempre per il verso giusto. Fino ad ora almeno...
Ci mise un po' a trovare l'entrata nascosta lungo il perimetro posteriore del palazzo, ma appena lo vide capì immediatamente che non era usato più da nessuno da un tempo indefinibile, probabilmente molti molti anni. La botola di legno era infatti interamente ricoperta di piante, insetti, escrementi e qualunque altra cosa avesse deciso di farsi strada su quelle tavole, ma almeno la zona non era sorvegliata come l'ingresso principale, e di sicuro all'interno non avrebbe trovato dei grossi soldati ad attenderla.
Ci mise un po' a ripulire la superficie della botola per riuscire ad aprirla, ma in compenso la serratura era marcia, e cedette dopo pochissimi tentativi di scasso che le esperte mani della ragazza erano in grado di fare. In silenzio cercò di scendere dalla scala a pioli, ma era marcia anche quella, e quando il primo piolo cedette per poco non cadde giù rovinosamente. Si calò quindi con una fune legata saldamente ad un albero vicino, atterrò in silenzio sul fondo ed attese che gli occhi si abituassero al buio. Secondo quanto gli era stato riferito, il passaggio era perfettamente diritto, senza svolte o altre diramazioni, e sfociava direttamente nella zona delle stanze adibite a dispensa che si trovavano in cantina. Camminò con estrema cautela tenendo una mano sul muro, finché dopo alcuni minuti non raggiunse la fine del cunicolo. Il passaggio all'interno era nascosto dietro alcune tavole di legno, e davanti all'apertura, alta poco meno di un metro, erano stati piazzati alcuni barili, non si sa se per una semplice coincidenza o volontariamente per celarne il segreto.
Con destrezza la ragazza scivolò fuori dall'apertura, fuori sembrava non esserci nessuno, e così con il minimo rumore spostò uno dei barili ed avanzò verso la porta. Ma mentre vi si avvicinava, un rumore la colse di sorpresa, la porta si aprì e ne entrò un individuo. Fortunatamente, riuscì ad essere svelta di riflessi, e trovò riparo dietro ad alcune casse nelle vicinanze. L'uomo appena entrato sembrava essere una guardia; indossava una cotta di maglia leggera ed un mezzelmo, aveva uno scudo sulla schiena ed una torcia nella mano sinistra. Era armato di spada, ma la teneva comunque infilata nel fodero. A quanto pare, era entrato lì dentro per cercare un po' di birra o di vino, e quando ebbe trovato un paio di bottiglie, uscì senza nemmeno prendersi la briga di dare uno sguardo in giro. Probabilmente era una cosa che faceva di sovente.
Quando il pericolo fu passato e l'uomo era andato via, Rain si avvicinò alla porta, cercando di sentire se fuori ci fosse ancora qualcuno. Silenzio. La guardia probabilmente era tornata al suo posto, ma dove? Aprì piano e cominciò a sbirciare fuori. La dispensa dava su un corridoio che proseguiva in due direzioni. Dal lato destro proveniva una fioca luce tremolante, forse proveniente da delle torce dietro l'angolo o in una rientranza del muro, dalla parte opposta solo oscurità. Decise di rischiare e si avviò verso la zona illuminata.
Più si avvicinava alla luce, più iniziava a sentire le voci di due persone che parlavano tra loro. Al principio non riusciva a distinguere bene tutte le parole, ma più la distanza si accorciava e più divenivano chiare. I due uomini discutevano sulla loro intenzione di fare una visita notturna ad un paio di nuove schiave che il loro padrone stava per inviare all'attuale luogotenente della città di Doppialuna. I loro commenti ed i loro propositi poi, scivolarono tremendamente nella volgarità, quella che solo uomini dediti al peccato possono possedere.
Di solito, non amava dover ricorrere alla violenza, ed essere costretta a togliere la vita ad un altro essere umano era sempre stata una cosa che lei preferiva evitare, ma stavolta la sua coscienza si le si fece più leggera, e mentre caricava la piccola balestra pensò che in fondo in fondo, era un modo come un altro per salvare due donne da due stupidi maiali. Ed i due uomini di guardia, condivisero ben oltre che una semplice somiglianza animalesca con la razza suina; ne condivisero anche la sanguinosa fine. Infatti, dopo aver spiato senza farsi vedere la posizione degli uomini, ed aver notato la porta dietro di loro, con la velocità di una tigre che salta sopra alla preda, la ragazza uscì allo scoperto.
Si era lanciata contro l'uomo che le dava le spalle e nel tragitto aveva sparato il dardo della balestra dritto nella gola dell'altro uomo. Quando la guardia ancora di spalle si voltò era ormai troppo tardi, Rain lo aveva raggiunto, e la lama del suo coltello era pronta per affondare profondamente nella gola di lui. La fortuna aiuta gli audaci, si sente dire spesso in giro, e non si può dire che Rain non sia audace o fortunata. Era riuscita a reggere l'uomo a cui aveva tagliato la gola prima che potesse cadere in terra e fare rumore, mentre quello colpito dal dardo si era poggiato lentamente al muro scivolando in terra solo con un leggero grattare metallico. Il dardo aveva colpito con precisione quasi millimetrica, ma per sua sfortuna l'uomo era ancora vivo, con un fiume di liquido rosso che ormai stava dilagando sul pavimento. Lei gli si avvicinò, e con un singolo colpo pose fine alle sue sofferenze.
Cercò le chiavi sui corpi dei due uomini, e quando le ebbe trovate, aprì la serrature della porta che stavano proteggendo. Si ritrovò in un corridoio dall'apparenza lungo un ventina di metri. Qui però non era totalmente buio, anzi, si riusciva a vedere quasi bene, forse per merito della luce che proveniva dalla stanza in fondo, e che a quanto pare non era protetta da una porta chiusa. Avanzò sempre con prudenza, controllando il cammino nel caso qualche trappola poco gentile volesse rovinarle la serata. Avvicinandosi alla porta, furono due le cose che che attirarono la sua attenzione. La prima, fu che il corridoio diveniva sempre più basso e stretto man mano che si avvicinava alla fine, e la seconda, che dalla stanza illuminata con intermittente intensità, proveniva uno strano rantolo, un rumore gutturale molto profondo e decisamente poco rassicurante.
Decise di prepararsi all'evenienza, e si fermò per ricaricare la balestra. Al posto del pugnale però, questa volta preferì passare alla spada; del resto non sapeva contro quanti avversari si sarebbe dovuta confrontare, ed un pugnale di solito, per quanto affilato, non è mai l'ideale contro una spada lunga o un'ascia bipenne...
Ma una volta raggiunta la stanza dove credeva che avrebbe trovato il suo oggetto dei desideri, quello che vide la lasciò letteralmente senza fiato. Un gioco di ombre aveva nascosto alla sua vista una grossa, enorme coda squamosa che si muoveva ritmicamente vicino alla soglia di ingresso della stanza, bloccandone l'entrata. E la luce che ad intervalli regolari illuminava maggiormente la stanza, altri non era che una lingua di fuoco che usciva da un orribile muso verdastro, dotato di grosse narici nere e denti aguzzi che spuntavano dalla bocca. Il tutto poi, parzialmente nascosto da delle enormi e verdognole ali da pipistrello semitrasparenti e completamente ricoperte da venature pulsanti.
Ci mise un po' a trovare l'entrata nascosta lungo il perimetro posteriore del palazzo, ma appena lo vide capì immediatamente che non era usato più da nessuno da un tempo indefinibile, probabilmente molti molti anni. La botola di legno era infatti interamente ricoperta di piante, insetti, escrementi e qualunque altra cosa avesse deciso di farsi strada su quelle tavole, ma almeno la zona non era sorvegliata come l'ingresso principale, e di sicuro all'interno non avrebbe trovato dei grossi soldati ad attenderla.
Ci mise un po' a ripulire la superficie della botola per riuscire ad aprirla, ma in compenso la serratura era marcia, e cedette dopo pochissimi tentativi di scasso che le esperte mani della ragazza erano in grado di fare. In silenzio cercò di scendere dalla scala a pioli, ma era marcia anche quella, e quando il primo piolo cedette per poco non cadde giù rovinosamente. Si calò quindi con una fune legata saldamente ad un albero vicino, atterrò in silenzio sul fondo ed attese che gli occhi si abituassero al buio. Secondo quanto gli era stato riferito, il passaggio era perfettamente diritto, senza svolte o altre diramazioni, e sfociava direttamente nella zona delle stanze adibite a dispensa che si trovavano in cantina. Camminò con estrema cautela tenendo una mano sul muro, finché dopo alcuni minuti non raggiunse la fine del cunicolo. Il passaggio all'interno era nascosto dietro alcune tavole di legno, e davanti all'apertura, alta poco meno di un metro, erano stati piazzati alcuni barili, non si sa se per una semplice coincidenza o volontariamente per celarne il segreto.
Con destrezza la ragazza scivolò fuori dall'apertura, fuori sembrava non esserci nessuno, e così con il minimo rumore spostò uno dei barili ed avanzò verso la porta. Ma mentre vi si avvicinava, un rumore la colse di sorpresa, la porta si aprì e ne entrò un individuo. Fortunatamente, riuscì ad essere svelta di riflessi, e trovò riparo dietro ad alcune casse nelle vicinanze. L'uomo appena entrato sembrava essere una guardia; indossava una cotta di maglia leggera ed un mezzelmo, aveva uno scudo sulla schiena ed una torcia nella mano sinistra. Era armato di spada, ma la teneva comunque infilata nel fodero. A quanto pare, era entrato lì dentro per cercare un po' di birra o di vino, e quando ebbe trovato un paio di bottiglie, uscì senza nemmeno prendersi la briga di dare uno sguardo in giro. Probabilmente era una cosa che faceva di sovente.
Quando il pericolo fu passato e l'uomo era andato via, Rain si avvicinò alla porta, cercando di sentire se fuori ci fosse ancora qualcuno. Silenzio. La guardia probabilmente era tornata al suo posto, ma dove? Aprì piano e cominciò a sbirciare fuori. La dispensa dava su un corridoio che proseguiva in due direzioni. Dal lato destro proveniva una fioca luce tremolante, forse proveniente da delle torce dietro l'angolo o in una rientranza del muro, dalla parte opposta solo oscurità. Decise di rischiare e si avviò verso la zona illuminata.
Più si avvicinava alla luce, più iniziava a sentire le voci di due persone che parlavano tra loro. Al principio non riusciva a distinguere bene tutte le parole, ma più la distanza si accorciava e più divenivano chiare. I due uomini discutevano sulla loro intenzione di fare una visita notturna ad un paio di nuove schiave che il loro padrone stava per inviare all'attuale luogotenente della città di Doppialuna. I loro commenti ed i loro propositi poi, scivolarono tremendamente nella volgarità, quella che solo uomini dediti al peccato possono possedere.
Di solito, non amava dover ricorrere alla violenza, ed essere costretta a togliere la vita ad un altro essere umano era sempre stata una cosa che lei preferiva evitare, ma stavolta la sua coscienza si le si fece più leggera, e mentre caricava la piccola balestra pensò che in fondo in fondo, era un modo come un altro per salvare due donne da due stupidi maiali. Ed i due uomini di guardia, condivisero ben oltre che una semplice somiglianza animalesca con la razza suina; ne condivisero anche la sanguinosa fine. Infatti, dopo aver spiato senza farsi vedere la posizione degli uomini, ed aver notato la porta dietro di loro, con la velocità di una tigre che salta sopra alla preda, la ragazza uscì allo scoperto.
Si era lanciata contro l'uomo che le dava le spalle e nel tragitto aveva sparato il dardo della balestra dritto nella gola dell'altro uomo. Quando la guardia ancora di spalle si voltò era ormai troppo tardi, Rain lo aveva raggiunto, e la lama del suo coltello era pronta per affondare profondamente nella gola di lui. La fortuna aiuta gli audaci, si sente dire spesso in giro, e non si può dire che Rain non sia audace o fortunata. Era riuscita a reggere l'uomo a cui aveva tagliato la gola prima che potesse cadere in terra e fare rumore, mentre quello colpito dal dardo si era poggiato lentamente al muro scivolando in terra solo con un leggero grattare metallico. Il dardo aveva colpito con precisione quasi millimetrica, ma per sua sfortuna l'uomo era ancora vivo, con un fiume di liquido rosso che ormai stava dilagando sul pavimento. Lei gli si avvicinò, e con un singolo colpo pose fine alle sue sofferenze.
Cercò le chiavi sui corpi dei due uomini, e quando le ebbe trovate, aprì la serrature della porta che stavano proteggendo. Si ritrovò in un corridoio dall'apparenza lungo un ventina di metri. Qui però non era totalmente buio, anzi, si riusciva a vedere quasi bene, forse per merito della luce che proveniva dalla stanza in fondo, e che a quanto pare non era protetta da una porta chiusa. Avanzò sempre con prudenza, controllando il cammino nel caso qualche trappola poco gentile volesse rovinarle la serata. Avvicinandosi alla porta, furono due le cose che che attirarono la sua attenzione. La prima, fu che il corridoio diveniva sempre più basso e stretto man mano che si avvicinava alla fine, e la seconda, che dalla stanza illuminata con intermittente intensità, proveniva uno strano rantolo, un rumore gutturale molto profondo e decisamente poco rassicurante.
Decise di prepararsi all'evenienza, e si fermò per ricaricare la balestra. Al posto del pugnale però, questa volta preferì passare alla spada; del resto non sapeva contro quanti avversari si sarebbe dovuta confrontare, ed un pugnale di solito, per quanto affilato, non è mai l'ideale contro una spada lunga o un'ascia bipenne...
Ma una volta raggiunta la stanza dove credeva che avrebbe trovato il suo oggetto dei desideri, quello che vide la lasciò letteralmente senza fiato. Un gioco di ombre aveva nascosto alla sua vista una grossa, enorme coda squamosa che si muoveva ritmicamente vicino alla soglia di ingresso della stanza, bloccandone l'entrata. E la luce che ad intervalli regolari illuminava maggiormente la stanza, altri non era che una lingua di fuoco che usciva da un orribile muso verdastro, dotato di grosse narici nere e denti aguzzi che spuntavano dalla bocca. Il tutto poi, parzialmente nascosto da delle enormi e verdognole ali da pipistrello semitrasparenti e completamente ricoperte da venature pulsanti.
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